domenica 20 dicembre 2009

KANE THENE PER Vajaden


Cinque ore con la Poesia

Vajada ha 23 anni ed è nata in Albania. Ama scrivere: da piccola scriveva su ogni pezzetto di carta. Appunti, raccontini, riflessioni; poi, poesie. Ma senza titoli. I titoli proprio non gli venivano, in seguito ha compreso il perché.... Martedì 24 novembre, in cinque diverse seconde classi delle medie “Dante Alighieri”, a Calcinato, Vajada ci ha spiegato che i titoli dobbiamo metterli noi, suoi lettori. Si tratta di uno stratagemma, un regalo aggiuntivo, l'occasione per fare anche un po' nostra, la sua poesia. Il titolo dobbiamo trovarlo noi, specchiandoci nella sua poesia, lasciandoci penetrare, sospendendo, per un attimo, il giudizio e talvolta il pregiudizio. Facendo il vuoto. Facendo nulla. Solo ascoltare. La sua poesia. Con la sua voce gentile, ce le ha “cantate” , le sue poesie. E “cantando” ci ha incantati. E’ riuscita a trasportare i ragazzi nel magico mondo della poesia, esplorandone i significati, le emozioni sottese, i legami tra le parole non necessariamente in rima, giocando a spostare virgole, per scoprire altre possibili letture dello stesso testo. Moltissime le domande dei ragazzi, che hanno anche proposto alla poetessa alcune loro creazioni. L’iniziativa è scaturita dalla collaborazione degli amici dell’Altrofestival con alcuni docenti di Calcinato, referente, Chiara Soncina. I ragazzi, preparatissimi, hanno riascoltato , dalla viva voce dell’autrice, le poesie già lette e analizzate con le loro insegnanti. La poesia, come strumento per valorizzare le diversità, anche linguistiche, una proposta multiculturale, in perfetta sintonia con la carta d'intenti sottoscritta dalle numerose associazioni aderenti e con altri progetti rivolti al pianeta scuola. Un piccolo ponte con l'Albania, terra con cui l'autrice conserva profondi legami essendo da soli 4 anni in Italia. Vajada , prossima alla laurea in economia e commercio, studia a Brescia.
Scrive alcune poesie in Italiano, altre in albanese. Quelle in albanese preferisce non tradurle per non tradirle, perché nulla si perda. Le abbiamo chiesto un'eccezione. Per noi, con noi, ha tradotto una poesia. Accettando la sua sfida, abbiamo messo noi il titolo, anzi addirittura due. Uno per lei che ama il mare, il “suo” Adriatico (Ada è il diminutivo di Vajada) L'altro per noi che amiamo la libertà e la poesia..
La poesia parla dei sentimenti che prova un'anima viva, assistendo al dolore di un naufrago, appena sfuggito alla morte, nel tentativo di raggiungere le coste italiane, a bordo di una misera barca,
in compagnia di altri.
Autrice: Vajada Keci
Titolo :Ada Mare Sottotitolo:Il prezzo della libertà
Hmmm....Aria che respiro. Alzare il mento con gli occhi chiusi, per sentire ,allo stesso tempo , il caldo raro dei raggi del sole e la fresca brezza del mattino. Dura solo un istante, poi svanisce. Apri gli occhi lentamente...
il mare...
Ah... il cuore si scioglie cadendo in un sospiro profondo. E con le braccia aperte, i palmi delle mani verso il cielo, richiudo gli occhi.
Ma è finita, è finita lì Con me che cado in ginocchio nella spiaggia umida. Con i pugni chiusi, picchio la terra ,picchio l’acqua ed il mare. Mare di ghiaccio. Si frantuma in miliardi di pezzi sotto il fervore del mio dolore. Hai visto, persino il mare si e sciolto. E mi bagna le ginocchia ,e mi bagna le mani. E riapro gli occhi ;è finito tutto ormai. Sono qui. Sospiro di nuovo, e di nuovo alzo il mento verso il sole. ah.. freschezza; rinfrescami ! E’ tutto finito. Gioia ora sono qui. Ecco il mare di ghiaccio d’innanzi a me. Il mare di fuoco dentro di me. ah... dolore. Ma apri gli occhi. Eri solo tu, con la tua anima, con il tuo dolore. Apri gli occhi. Il mare ,in verità, è blu. Il mare è vita. Il mare è gioia. Non è più tempesta, morte, inferno. Apri gli occhi ,il mare è vita. Tutti gli altri sono morti. Apri gli occhi, tu sei vivo, ti sei salvato ,non sei annegato. Apri! Là, dove l’onda accarezza la terra lentamente, vuoi accarezzare il blu. Sfiorandolo. Appena lo tocchi sorridi, un sorriso che ormai è diventato raro. Non sei in compagnia dei pesci. Non ti mordicchiano la carne morta. Quel giorno ti sei salvato. Nessuno ti sta piangendo. Sei solo tu che piangi, che vuoi unire le tue lacrime salate al profondo del mare.
Io lo so! Il mare è salato, pieno di dolore.
Chiudi gli occhi. una rondine dall’ alto ti sta guardando. E chiudi gli occhi, e abbraccia il sole, ti sei salvato. Respira la vita, respira la libertà. Quella che hai avuto insieme alla vita. Quella che ti hanno regalato quando sei nato. Respira vita, respira libertà. Perché , se chiudi gli occhi, gioisci!
Li puoi riaprire. Tu ci sei, e gli altri non più. Hai in mano la tua vita. La vita è libertà. Stendi le braccia ed abbraccia il sole. Stenditi nella spiaggia. Respira! Ti sei salvato; questa è la tua libertà. La vita è libertà .

Revista "la Civetta"
Mantova, novembre 2009
Italia

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